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Michelangelo Pistoletto e il Terzo Paradiso al Polo del ‘900

giovedì 12 luglio | 17.30 - 19.30

Michelangelo Pistoletto in dialogo con Anna Pironti e Fortunato D’Amico.

Prosegue così il filone di riflessione avviato con successo nel 2017 con il ciclo di incontri “Lavorare… ad Arte“, conversazioni sul tema del lavoro nel contesto artistico-culturale con alcuni protagonisti dell’arte e della cultura contemporanea: mettendo a confronto una molteplicità di punti di vista, e in particolare grazie allo sguardo di artisti e protagonisti della scena culturale, sono posti in evidenza i mutamenti in atto nella società, non soltanto sul piano strutturale ma in rapporto al vissuto delle persone.

L’appuntamento fa parte della rassegna condotta da ISMEL in collaborazione con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli e con il Centro studi Piero Gobetti in occasione del 50° Anniversario del 1968.  Il ciclo “Lavorare… ad Arte” è realizzato nell’ambito del progetto integrato del Polo del ‘900 Dall’immaginazione al potere. 1968-1969.

Il Terzo Paradiso

Il Terzo Paradiso è – nella visione dell’artista – la fusione fra il Primo Paradiso (quello in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura) e il Secondo Paradiso (quello artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana, che include la scienza e la tecnologia). Il Terzo Paradiso rappresenta una terza fase dell’umanità, che connette e pone in equilibrio l’artificio e la natura; è la transizione a uno stadio inedito della civiltà, capace di assicurare la sopravvivenza del genere umano. Perché si realizzi occorre riformare i principi e i comportamenti che guidano le nostre vite. Il Terzo Paradiso è mito che spinge ciascuno ad assumere una personale responsabilità. La parola paradiso deriva dal persiano antico e significa “giardino protetto”: gli esseri umani, come un giardiniere, devono proteggere questo il pianeta e curare la società che lo abita. Il simbolo del Terzo Paradiso, una riconfigurazione del simbolo di infinito, si compone di tre cerchi consecutivi: i due cerchi esterni rappresentano le diversità e le antinomie; quello centrale rappresenta il grembo generativo della nuova umanità.

 

Michelangelo Pistoletto

Michelangelo Pistoletto nasce a Biella nel 1933. La sua prima produzione pittorica è caratterizzata da una ricerca sull’autoritratto. Nel biennio 1961-1962 approda alla realizzazione dei Quadri specchianti, che includono direttamente nell’opera la presenza dello spettatore, la dimensione reale del tempo e riaprono inoltre la prospettiva, rovesciando quella rinascimentale chiusa dalle avanguardie del XX secolo. Tra il 1965 e il 1966 produce un insieme di lavori intitolati Oggetti in meno, considerati basilari per la nascita dell’Arte Povera, movimento artistico di cui Pistoletto è animatore e protagonista. A partire dal 1967 realizza azioni che rappresentano le prime manifestazioni di quella “collaborazione creativa” che Pistoletto svilupperà nel corso dei decenni successivi, mettendo in relazione artisti provenienti da diverse discipline e settori sempre più ampi della società.

Tra il 1975 e il 1976 realizza nella Galleria Stein di Torino un ciclo di dodici mostre consecutive, Le Stanze, il primo di una serie di complessi lavori articolati nell’arco di un anno, chiamati “continenti di tempo”. Nel 1978 tiene una mostra nel corso della quale presenta due fondamentali direzioni della sua futura ricerca e produzione artistica: Divisione e moltiplicazione dello specchio e L’arte assume la religione. All’inizio degli anni Ottanta realizza una serie di sculture in poliuretano rigido. Dal 1985 al 1989 crea la serie di volumi “scuri” denominata Arte dello squalloreNel corso degli anni Novanta mette l’arte in relazione attiva con i diversi ambiti del tessuto sociale al fine di ispirare e produrre una trasformazione responsabile della società.

Nel 2003 è insignito del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia. Nel 2004 l’Università di Torino gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze Politiche. In tale occasione l’artista annuncia quella che costituisce la fase più recente del suo lavoro, denominata Terzo Paradiso. Nel 2014 il simbolo del Terzo Paradiso è stato installato nell’atrio della sede del Consiglio dell’Unione Europea a Bruxelles durante il semestre di presidenza italiana.

 

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