Pubblicato il 17 luglio 2017
Care amiche e amici del Polo del ‘900,
Sono molto contento e onorato di poter assumere questo incarico e ringrazio il Cda della Fondazione per la fiducia accordatami. Ho iniziato il mio lavoro da pochi giorni con grande entusiasmo, ma anche con la consapevolezza delle responsabilità che questo ruolo comporta. Sono fermamente convinto che il Polo del ‘900 rappresenti uno spazio nuovo e importante per la città e per la regione, un luogo di conservazione e di vivificazione della memoria del secolo scorso, ma anche un laboratorio straordinario di sperimentazione culturale e progettuale, un luogo da vivere aperto a tutti, rivolto soprattutto alle giovani generazioni e ai nuovi cittadini. Il Polo del ‘900 è difficilmente imbrigliabile nelle definizioni tradizionali dell’offerta culturale perché è stato espressamente pensato per ricombinare e ripensare – con una grammatica e un’identità originali – gli ambiti canonici di intervento dell’archivio, della biblioteca, del museo, dello spazio performativo e del centro culturale. A me piace pensarlo come un luogo di incontri spesso inattesi in cui si può approfondire, leggere, studiare, conoscere, ricordare, viaggiare, socializzare, lasciarsi ispirare, confrontarsi, mettersi alla prova, trovare risposte e aprirsi a nuove domande. Questo può avvenire per un motivo tanto semplice quanto unico: la presenza di 19 tra associazioni, istituti e fondazioni che qui operano, fanno ricerca, progettano con passione, spirito di servizio e competenza per rendere il Polo uno spazio sempre più accogliente, dinamico e stimolante. Un luogo con tante anime diverse e una visione condivisa. Il tutto mettendo al centro la “Storia” come materia e chiave di senso da cui partire per ragionare e confrontarsi su cittadinanza, democrazia, diritti e partecipazione; valori sempre più sollecitati e messi in discussione da un contesto sociale ed economico globale in cui paura, incertezza, sfiducia, indebolimento delle relazioni interpersonali sembrano fiaccare la capacità di trovare senso nell’agire presente e di considerarsi autorizzati a progettare un futuro desiderabile. Un luogo che si apre a sfide esaltanti e complesse che potranno essere perseguite grazie alla testimonianza e al dovere di non dimenticare, alla capacità di connettere il passato con il presente, di utilizzare lo straordinario patrimonio storico del secolo scorso come monito e dispositivo di riflessione e confronto sui temi e sulle domande dell’oggi; un laboratorio di idee pensato per allenare al pensiero critico, alla lettura complessa e profonda degli accadimenti contemporanei, al rispetto dell’alterità e delle posizioni divergenti. Un luogo che vogliamo diventi sempre di più la vostra casa, la vostra palestra, il molo da cui partire e a cui tornare per i piccoli e grandi viaggi del nostro presente individuale e collettivo.
Alessandro Bollo
Direttore del Polo del ‘900 
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