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40 Mondi: il vocabolario di Biennale Democrazia

40 Mondi: il vocabolario di Biennale Democrazia

Prosegue il percorso condiviso con Biennale Democrazia: è partita la nostra esplorazione di nuovi mondi in collaborazione con cheFare con il sostegno della Compagnia di San Paolo. Un sondaggio in 4 tappe e 40 parole per scrivere insieme un vocabolario per la prossima edizione di Biennale Democrazia.

40 mondi, il vocabolario di Biennale Democrazia nasce dal bisogno di confronto e di messa in connessione tra mondi culturali e mondi politici, tra mondi passati e mondi futuri.

Giovedì 21 e 28 novembre e giovedì 5 e 12 dicembre saranno lanciati i 4 sondaggi. Per ogni sondaggio potrai scegliere due parole per dare significato ai mondi proposti. Le parole  serviranno come guida per due incontri dal vivo a Torino tra rappresentanti di diversi mondi culturali.

Al termine del percorso, i materiali prodotti costituiranno un primo canovaccio su cui Biennale Democrazia lavorerà al programma della sua prossima edizione.

Antropocene – è il mondo che ci circonda, il nostro mondo in crisi, alle prese con le sfide impossibili del cambiamento climatico, che impattano costantemente non solo sulle scelte globali di ordine materiale, ma anche sulle scelte che devono essere effettuate a partire da dimensioni culturali, etiche, politiche, non ultimo economiche. Tra negazionismo e catastrofismo, tra organizzazioni internazionali e movimenti dal basso questo mondo ci chiede un cambiamento, che sia radicale o che si indirizzi verso le grandi forme di adattabilità di un pianeta, per quanto conosciuto, in inesorabile trasformazione.

Faglie – le faglie sono fratture geologiche, che mostrano evidenze di movimento relativo tra le due masse rocciose da esse divise. La divisione, il movimento tra blocchi, crea quello spazio che di volta in volta può essere declinato come frontiera, diseguaglianza, clivage, nazione, che racconta un allontanamento tra pezzi di mondo, o, in molti casi, un conflitto. Le forme identitarie, la rinnovata fiducia e connessione con il territorio, le forme politiche della territorialità riproducono fratture che rischiano di divenire voragini per intere parti di mondo (soprattutto per molte tradizionali strutture democratiche). Sono movimenti che tracciano solchi profondi fra le diverse realtà sociali.

Io/Privato – Ragionare su un mondo così prossimo e al contempo di difficile codifica e lettura, proprio nella misura in cui da una parte, il privato è diventato lo spazio del politico, e dall’altra, abbiamo assistito a come le emozioni e le irrazionalità siano spesso sfociate in una dimensione pubblica, collettiva. Sono le parole che definiscono un privato che può assumere le forme congiunte della vita collettiva e restituirci in qualche modo il polso del presente.

Futuri – Sono i mondi inesplorati, sono i tempi possibili, sono il futuro che si fa mondo, e la chance di immaginare un altrove, magari più democratico. Non solo perché lo spazio è ritornato al centro dell’agenda, ma soprattutto perché mondi vicini, mondi virtuali, hanno saputo ibridare il mondo reale.

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