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Diario intimo di un territorio

lunedì 7 Gennaio | 18.00 - 19.30

Cosa rende i territori che viviamo molto di più che semplici spazi fatti di cose e oggetti? Cosa li rende vivi? Cosa vuol dire prendersi cura di un territorio? Quando rischia di morire un’idea di comunità e come intervenire?

Un luogo è un incrocio di storie che transitano, si mescolano e si stratificano. Le storie che raccontiamo attorno ad un spazio disegnano la trama di un tessuto unico, in perenne movimento e fatto di volti e di voci che ne fanno un diario vivente e immateriale.
Sapere coltivare quelle storie significa farsene carico, fotografarne le caratteristiche, tracciare quelle nuove e far rivivere quelle sopite o nascoste. Tutto questo per anticipare le regole della condivisione e della convivenza.

La Rete Italiana di Cultura Popolare da molti anni studia e crea dispositivi che si fanno portavoce di storie orali mai scritte. Attraverso strumenti performativi restituisce a queste storie la capacità di cura e di cambiamento di cui necessitano le comunità di prossimità.

Questo primo incontro vuole mettere intorno a un tavolo coloro che in giro per la penisola si stanno assumendo parte di queste responsabilità, attraverso il teatro, la narrazione, ma anche azioni di partecipazione collettiva. L’idea sarà quella di fare nascere in questo nuovo anno un centro dedicato alla narrazione delle comunità di prossimità, attraverso i dispositivi che la Rete metterà a disposizione di coloro che ne vorranno fare parte.

Ospiti della giornata:

  • Terzo Paesaggio – opera nella zona di Chiaravalle ha attivato l’Anguriera di Chiaravalle alla periferia nord-ovest di Milano un progetto performativo di riuso e rigenerazione urbana
  • Compagnia Pietribiasi/Tedeschi – con le sue #MemoriedelSuolo a Reggio Emilia promuove attraverso il teatro un modo di vivere e visitare i luoghi considerati marginali
  • L’associazione Suq Genova – oltre il Festival promuove con il suo teatro mercato mediterraneo un possibile luogo di integrazione possibile tra genti e linguaggi.

Un evento eccezionale e unico per tutti coloro che sono convinti che le narrazioni siano una possibilità di dialogo. Particolarmente consigliato a insegnati, operatori sociali e culturali, amministratori pubblici, animatori sociali. Ma anche chi vuole avere un ruolo attivo nella comunità in cui vive.

L’iniziativa è inserita nell’ambito del progetto Teatro per una comunità della Rete Italiana di Cultura Popolare.

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