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Mondi (in)sostenibili 2020

Mondi (in)sostenibili 2020

Mondi (in)sostenibili 2020 – Dopo il buon esito delle iniziative del 2019, anche nel 2020 il Polo del ‘900 propone un programma dedicato all’ambiente con il coinvolgimento degli Enti partner e i soggetti nel territorio da sempre impegnati nella causa. L’obiettivo è quello di attivare confronti e dibattiti sulle sfide della sostenibilità e del cambiamento climatico, anche alla luce della crisi sanitaria mondiale, che mostra l’insostenibilità di certi modelli sociali ed economici.

Come sostiene Patricia Espinosa, segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) “Il COVID-19 è oggi la minaccia più urgente per l’umanità, ma non possiamo neanche dimenticare che il cambiamento climatico è la più grande minaccia per l’umanità a lungo termine“. Infatti, il 2020 avrebbe dovuto segnare un appuntamento importante per il contrasto al climate change con la Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, la COP 26. L’appuntamento di Glasgow è però stato rimandato al 2021.

Intanto, gli effetti benefici ma effimeri sull’ambiente durante il periodo di lockdown sono visibili dallo spazio. Molti meno viaggi e spostamenti, produzione industriale ridotta al minimo: a breve termine, sembra che la natura abbia vinto. E dopo? Occorre indagare su quali siano gli effetti a lungo termine nella lotta al climate change, e se la ripresa dopo la pandemia comporterà un cambiamento di paradigma in materia di investimenti, politiche pubbliche e comportamenti individuali o se per garantire la ripresa economica saremo pronti a mettere in secondo piano la lotta al cambiamento climatico.

Le iniziative del ciclo Mondi (in)sostenibili 2020 spazieranno dall’approfondimento dei fattori di cambiamento in corso e il loro grado di irreversibilità all’impatto dei comportamenti individuali nell’inversione di tendenza fino all’analisi delle implicazioni degli attuali modelli di produzione e consumo. Altri aspetti del programma proveranno a rendere conto delle disuguaglianze sociali nell’impronta ambientale e nella distribuzione delle conseguenze, dell’esclusione e dell’elitarismo ambientale prodotti dalla perdita degli habitat.

Il primo momento di coinvolgimento del pubblico in questo percorso è il sondaggio Too green or not too green, da lunedì 25 maggio a domenica 14 giugno.

Nell’arco di questi mesi abbiamo assistito ad un cambio radicale delle nostre abitudini, tanto da percepire un “prima” e un “dopo” nella nostra vita quotidiana. L’inevitabile presenza di disposizioni e misure per assicurare la nostra salute e quella della collettività ci pone davanti a scelte che hanno un impatto sul mondo e sull’ambiente che ci ospita. Alla ripresa della cosiddetta “normalità”, cosa resta e cosa cambia nei confronti del nostro modo di rapportarci con l’ambiente? Siamo più grey o più green di prima? Per conoscere i risultati scarica il report di restituzione.

Lo strumento del sondaggio (come già per il progetto Donne, genere, generazioni: il lavoro, i diritti e i linguaggi) sarà, per il Polo del’900, fondamentale per portare avanti un confronto costante con la propria comunità nella costruzione di contenuti e proposte culturali.

Gli spunti e le esigenze emersi dalle risposte sono stati ripresi nella diretta web di martedì 23 giugno 2020 Too green or not too green. Il talk , durante il quale si è sviluppato un dialogo asincrono tra pubblico e ospiti provenienti dal mondo della sociologia, dell’economia, della cultura e della scienza.

Lunedì 28 settembre 2020 (ore 18.00) è invece l’occasione per riflettere sulla crisi climatica e come agire per frenarla insieme a movimento Extinction Rebellion, durante l’incontro Crisi climatica ed ecologica. Cosa fare?


Lo sviluppo del programma potrà contare su alcune collaborazioni con enti del Polo già avviate nel 2019 come l’ANPPIA e il Museo Diffuso e si rafforzeranno le sinergie con il DIATI – Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture e con il festival Cinemambiente, l’associazione Didee e il Festival Plant Health 2020. Sarà ulteriormente sviluppata la partnership e la collaborazione con i movimenti della società civile e i centri di ricerca scientifica del territorio.

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